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Risposta alla lettera del Dr. Vincenzo Masini (FAIP)

17 Settembre 2007

Comunicazioni

S.I.Co.
Società Italiana di Counseling
Via San Martino della Battaglia n°25
00185 Roma – Tel/Fax 06/45491064
Cod. Fisc. 94048280484
E-mail: sico@sicoitalia.it
c/c Postale n° 756007

A: Dr. Vincenzo Masini
Comitato Italiano Counseling
c/o FAIP Via Aurelia Nord n° 22
58100 Grosseto

p.c. al Presidente FAIP

p.c. A tutti gli interessati.

Gent.mo dr. Vincenzo Masini,

in risposta della sua del 2 Luglio 2007, La ringraziamo di averci inviato ufficialmente il protocollo che le sigle ANCORE, FAIP, AICO e SICOOL, hanno firmato sotto la sigla CIC (Comitato Italiano Counseling), perché questo ci dà modo di poter rispondere compiutamente e ribadire quanto più volte affermato in varie sedi ed occasioni dalla S.I.Co.

Il tipo di azione di cui ci porta a conoscenza è già stata effettuata dalla S.I.Co. nel 1993, come si puo’ leggere dall’art 3 dello statuto che riportiamo di seguito per Sua conoscenza:

Art. 3 – L’Associazione è apolitica e senza fini di lucro, ha carattere volontario, è scientifica e professionale e persegue lo scopo di riunire in un unico organismo i Counselor e le Organizzazioni che si occupano di Counseling, non che di favorire lo studio, l’approfondimento e la diffusione delle tecniche di Counseling professionale, non che di realizzare la costituzione di un albo professionale riconosciuto a livello nazionale.

Da allora, a seguito di molte normative in materia, la S.I.Co., ha strutturato nel dettaglio una associazione professionale di categoria e oggi detiene il Registro Italiano dei Counselor che iscrive tutti coloro che accettano e rispondono ai criteri stabiliti.

La S.I.Co. fa riferimento ad un codice di autoregolamentazione condiviso, derivante da leggi e normative sia Italiane che estere, a tutela degli iscritti e dell’utenza, cosa dunque molto differente da ciò che il vostro Comitato propone, cioè, un protocollo di riconoscimento reciproco autoreferente.

E’ evidente che la Vs. iniziativa è diversa dagli scopi della S.I.Co., altrimenti non ne comprenderemmo la necessità, anche perché già esiste la FIACOP che è una federazione di associazioni con il compito di ampliare il corpo culturale del counseling attraverso scambi nazionali e internazionali relativi a specifici orientamenti di intervento.

Dunque, ci auguriamo che la Vs. iniziativa, oltre ad avere una utilità per voi, ne abbia anche per il counseling; sarebbe spiacevole dover constatare in seguito, che si è trattato solo di una delle tante decantate opportunità, che poi hanno prodotto come risultato, soltanto discredito e confusione intorno alla figura professionale del counselor.

Ci permettiamo di formulare questo pensiero perché nelle Vs. affermazioni leggiamo frasi che sono profondamente inesatte; dunque o sono frutto di disinformazione, oppure si tratta di una non corretta costruzione della frase.

Nello specifico ci riferiamo all’affermazione… ”reciproco riconoscimento delle iscrizioni ai registri CNEL che contiene gli elementi che caratterizzano gli accreditamenti internazionali del counseling”.

Riteniamo doveroso precisare che non esistono iscrizioni ai registri CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), ma che presso il CNEL esiste una banca dati alla quale sono iscritte le associazioni non regolamentate. Banca dati che la S.I.Co. ha collaborato a fondare (quando ha fatto parte della consulta delle professioni non regolamentate presso il CNEL) con lo scopo di creare una realtà dimostrabile sulle professioni non ordinistiche.

Inoltre presso il CNEL non esistono registri che possono contenere “gli elementi che caratterizzano gli accreditamenti internazionali del counseling”.

Come non è corretto dire che presso il CNEL esistano dei registri degli iscritti.
Infatti presso il CNEL, sempre nella banca dati, esistono i nominativi degli iscritti alle associazioni trasmessi nel momento in cui sono state iscritte alla banca dati, cioè un semplice elenco di persone, che non ha nessuna valenza di riconoscimento.

Inoltre crediamo, che dovrebbe essere ben noto a chi vuole portare avanti delle istanze istituzionali, che il CNEL non ha nessun potere legislativo, ma è semplicemente un organo consultivo del Governo, dunque non può dare nessun tipo di riconoscimento perché non è nelle sue funzioni istituzionali.

Dunque come già abbiamo avuto modo di dire in altre occasioni è importante dare corrette informazioni, per prima cosa, per evitare di danneggiare la figura professionale del counselor che ha una sua specifica connotazione e che ormai si sta affermando in molti contesti lavorativi; inoltre, alcune affermazioni non corrette, potrebbero essere impugnate e forse perseguite come pubblicità ingannevole, o concorrenza sleale.

Vogliamo concludere esprimendo in forma ufficiale la nostra posizione sulla politica professionale del counseling in Italia.

La S.I.Co. avendo già definito (dopo numerose verifiche sia nazionali che internazionali) i criteri di formazione e accreditamento dei singoli counselor e delle scuole di formazione in counseling, si pone come organo super partes per la tutela degli iscritti al Registro Italiano dei Counselor e dell’utenza che si riferisce a questi.

Inoltre si fa carico di ogni tipo di iniziativa utile al riconoscimento della figura professionale in base alle leggi vigenti in Italia e nella Comunità Europea.
Tutti coloro che ne hanno i requisiti e ne siano interessati possono chiedere di essere iscritti senza nessuna preclusione.

Vi inviamo cordiali saluti.

Il C.d.A. S.I.Co.

Roma lì: 17/9/2007

 

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