Newsletter anno 8 - numero 3 - Agosto 2005
Newsletter anno 8 - numero 3 - Agosto 2005
| News-letter dell'Associazione: Società Italiana di Counseling |
N° 3 - Anno 8 Agosto 2005 |
CONGRESSO
Come sapete, nei giorni 24 – 25 – 26 Giugno 2005 si è tenuto a Roma, presso il Centro Congressi di Palazzo Carpegna, il 5° Congresso internazionale della S.I.Co.
Il titolo e gli argomenti trattati sono stati “La storia e l’epistemologia del counseling”.
L’affluenza di circa 380 persone tra partecipanti ed invitati è stata costante su tutti e tre i giorni.
Per il C.d.A., che ha lavorato per realizzare questo importante evento, è stata una grande soddisfazione, che vogliamo condividere con tutti i nostri soci, che in vari modi seguitano a contribuire affinché il counseling si affermi attraverso la propria associazione professionale di riferimento.
Ma perché questo congresso e soprattutto perché questo titolo?
Perché si è trattato del passaggio conclusivo della realizzazione degli scopi del nostro statuto.
Già da tempo la S.I.Co. è strutturata e ufficialmente presente su tutto il territorio nazionale, come associazione professionale di categoria.
Il congresso, con la partecipazione di relatori rappresentanti il counseling a livello nazionale e internazionale, ha confermato che il counseling ha una sua matrice storica e una sua epistemologia culturale.
E’ stato ampiamente ribadito che il counseling è una professione autonoma e indipendente, nella quale confluiscono conoscenze e saperi, che appartengono a molte discipline umanistiche e non solo.
Il futuro non ci vedrà più impegnati esclusivamente in sistemi organizzativi, ma ci vedrà impegnati verso ridefinizioni e affermazioni di carattere culturale e politico professionale ai quali ci auguriamo, superando ogni tipo di barriera di contrapposizione, partecipino tutti coloro che in qualsiasi modo si occupano di counseling,
Altro scopo del congresso è stato infatti dare evidenza alla politica professionale della S.I.Co. che, seppure paragonabile come associazione ad un piccolo granello di sabbia tra le tante professioni, ha voluto esprimere il proprio disappunto nei confronti di un sistema partitico, lobbistico, corporativo e totalmente miope.
Questo sistema, indipendentemente dal tipo di schieramento di destra, di centro o di sinistra, ci sta facendo assistere ad una delle tante lotte, tese a difendere dei vecchi e non più attuali diritti acquisiti, perdendo di vista la possibilità di progredire in un sistema molto più vasto e articolato, che potrebbe creare nuove opportunità e nuove possibilità lavorative.
Sappiamo bene che è sempre presente in ognuno di noi la paura del cambiamento, il timore di perdere agevolazioni, opportunità, certezze acquisite, ma appartenendo ad una civiltà in evoluzione, a quel mondo globale che si afferma sempre di più a velocità incontrollabile, il primo passaggio che ci compete, e come counselor lo sappiamo bene, è la possibilità di metterci in discussione e di accettare il rischio.
Sentiamo il bisogno di denunciare con forza questa realtà perché è giunto il momento di comprendere concretamente che cos’è un’associazione professionale.
Un’associazione professionale di categoria non è un’associazione culturale, nè vuole essere un ordine professionale (sempre che questo sia possibile), ai quali ci si iscrive e poi “vada come vada”.
Un’associazione professionale ha regole che definiscono la professione e le competenze professionali e ci si iscrive perché se ne condividono gli scopi e si è disposti a contribuire alla loro realizzazione.
Non ci deve essere l’obbligo ad iscriversi per essere autorizzati a lavorare.
Tutti possono e debbono poter lavorare: il lavoro è il primo diritto di ogni individuo.
Deve essere mantenuto il diritto di lavorare come e quanto si vuole, senza l’obbligo di iscriversi a nessun ordine o associazione.
Se si decide di iscriversi ad un’associazione professionale la motivazione dovrà essere, quindi, credere nello scambio culturale e nella possibilità di offrire e ricevere proposte formative, (attraverso la pubblicazione di un articolo o altro), allo scopo di tutelare se stessi ed i propri clienti, attraverso la totale trasparenza.
Un’attività professionale cresce con la collaborazione e lo scambio di tutti i professionisti, che insistono in un determinato ambito.
Cosa diversa è essere iscritto ad un’associazione di riferimento teorico, perché quella è un’associazione culturale che ha regole di metodo e non professionali.
In questi anni sono state fatte spesso affermazioni derivanti da vecchie logiche protezionistiche, stataliste o partitiche, ma ora si tratta di fare tutti un salto di qualità vero.
Se lo stato ci vede cittadini, il partito ci vede elettori, la famiglia ci vede figli, la scuola ci vede alunni, si tratta di riconoscersi essenzialmente come persone, che sono parte costituente di uno stato, di un partito, di una famiglia, di una scuola.
E’ opportuno perciò ribadire ciò che è stato già detto più volte in passato: assumiamoci la responsabilità della nostra professione e diveniamo concretamente imprenditori di noi stessi.
Certamente è comprensibile il bisogno di lavorare e di una sicurezza per il proprio futuro ma, ancora una volta: vogliamo assumerci un minimo di rischio personale nei confronti della nostra vita e della nostra professione?
Vogliamo divenire adulti, abbandonare questi genitori che debbono pensare al nostro futuro e iniziare a camminare liberi per la nostra strada, creando la nostra vita passo dopo passo?
Come è possibile affiancare un cliente e dargli un corretto e adeguato sostegno, se ancora non si sa stare sulle proprie gambe?
Un counselor non è un allievo che segue un percorso scolastico, fa un esame di stato e viene così autorizzato a lavorare.
Un counselor è una persona che, attraverso un percorso formativo, acquisisce competenze professionali ed è in grado di metterle in atto e di farle apprezzare sul mercato.
Potrà poi scegliere di iscriversi ad un’associazione professionale che, richiedendo determinate caratteristiche e verificandole attraverso un esame valutativo, gli permetterà di fregiarsi di avere avute riconosciute le sue competenze e sarà quindi orgoglioso di rispettare le regole che ha condiviso.
Purtroppo, non essendoci ancora un’adeguata regolamentazione relativa alle associazioni professionali di categoria, molte associazioni creano confusione, qualche volta ad arte, per ottenere ritorni economici o di immagine:
- iscriviti alla nostra associazione, non ti facciamo fare l’esame e la quota associativa costa solo € xx,
- la nostra Associazione è stata riconosciuta dal CNEL e se ti iscrivi da noi hai il riconoscimento per lavorare come counselor e …
Tutto questo va costantemente denunciato come pubblicità ingannevole:
- nel 1° caso, ad esempio, si tratta di un’associazione culturale, perché un’associazione professionale non può non avere anche una funzione valutativa;
- nel 2° caso va ribadito che il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) non riconosce nessuna associazione e tantomeno concede autorizzazioni ad esercitare professioni (si tratta esclusivamente di essere iscritti nella banca dati delle nuove professioni).
Come contrastare questa concorrenza sleale?
La S.I.Co. intende continuare a farlo mantenendo la trasparenza e la coerenza dei regolamenti e continuando ad aumentare le competenze culturali e professionali di tutti i soci e delle scuole accreditate, in modo da poter confermare la serietà dei professionisti certificati S.I.Co.
ASSICURAZIONE
Ricordiamo che l’assicurazione specifica R.C. Professionale è obbligatoria per tutti gli iscritti al “Registro Italiano dei Counselor” che esercitano attività professionale.
Sollecitiamo coloro che non l’hanno ancora fatto a mettersi in regola.
Informazioni specifiche relative alla polizza sono reperibili nella News anno 8 numero 2 Maggio 2005, disponibile anche sul sito www.sicoitalia.it
RIVISTA
E’ stato pubblicato il secondo numero della rivista “il counselor” ed è stato inviato a tutti i soci, vecchi e nuovi. Chi non dovesse averla ricevuta, da settembre la potrà richiedere direttamente all’editore.
Edizioni TIERRE
tramite posta: Via Cesalpino 2R – 50134 Firenze;
tramite e-mail: tierre.service@emmj.it
tramite FAX: Tel. 055/414451
I numeri successivi saranno inviati gratis esclusivamente ai soci in regola con la quota associativa.
Ricordiamo che tutti possono inviare articoli, ricerche, testimonianze ed ogni altro tipo di informazione, per contribuire alla realizzazione della rivista.
PRIMO SOLLECITO QUOTE ASSOCIATIVE.
Invitiamo tutti i soci, che non avessero rinnovato la quota associativa 2005 ad effettuare il dovuto versamento in base al proprio livello, con l’aggiunta del ritardato pagamento (10%).
A settembre sarà inviato il secondo sollecito ad personam.
Il 31 dicembre coloro che non avranno regolarizzato la propria posizione saranno cancellati e potranno essere riammessi in base a quanto previsto dal Regolamento Interno.
RICORDIAMO
Coloro i quali non sono in regola con il versamento della quota associativa, (e svolgendo attività professionale) non sono coperti da assicurazione RC Professionale specifica, perdono il diritto d’iscrizione al Registro Italiano dei Counselor.
La certificazione in loro possesso attestante l’iscrizione al Registro, si intenderà sospesa fino al momento della regolarizzazione in base a quanto previsto dal R. I.
NUOVO RECAPITO TELEFONICO S.I.Co.
La S.I.Co. dal 1 Agosto 2005 ha un nuovo recapito telefonico.
Vi invitiamo a prenderne nota.
S.I.Co. Tel/Fax 06/45491064
BUONE VACANZE
Come sapete, nei giorni 24 – 25 – 26 Giugno 2005 si è tenuto a Roma, presso il Centro Congressi di Palazzo Carpegna, il 5° Congresso internazionale della S.I.Co.
Il titolo e gli argomenti trattati sono stati “La storia e l’epistemologia del counseling”.
L’affluenza di circa 380 persone tra partecipanti ed invitati è stata costante su tutti e tre i giorni.
Per il C.d.A., che ha lavorato per realizzare questo importante evento, è stata una grande soddisfazione, che vogliamo condividere con tutti i nostri soci, che in vari modi seguitano a contribuire affinché il counseling si affermi attraverso la propria associazione professionale di riferimento.
Ma perché questo congresso e soprattutto perché questo titolo?
Perché si è trattato del passaggio conclusivo della realizzazione degli scopi del nostro statuto.
Già da tempo la S.I.Co. è strutturata e ufficialmente presente su tutto il territorio nazionale, come associazione professionale di categoria.
Il congresso, con la partecipazione di relatori rappresentanti il counseling a livello nazionale e internazionale, ha confermato che il counseling ha una sua matrice storica e una sua epistemologia culturale.
E’ stato ampiamente ribadito che il counseling è una professione autonoma e indipendente, nella quale confluiscono conoscenze e saperi, che appartengono a molte discipline umanistiche e non solo.
Il futuro non ci vedrà più impegnati esclusivamente in sistemi organizzativi, ma ci vedrà impegnati verso ridefinizioni e affermazioni di carattere culturale e politico professionale ai quali ci auguriamo, superando ogni tipo di barriera di contrapposizione, partecipino tutti coloro che in qualsiasi modo si occupano di counseling,
Altro scopo del congresso è stato infatti dare evidenza alla politica professionale della S.I.Co. che, seppure paragonabile come associazione ad un piccolo granello di sabbia tra le tante professioni, ha voluto esprimere il proprio disappunto nei confronti di un sistema partitico, lobbistico, corporativo e totalmente miope.
Questo sistema, indipendentemente dal tipo di schieramento di destra, di centro o di sinistra, ci sta facendo assistere ad una delle tante lotte, tese a difendere dei vecchi e non più attuali diritti acquisiti, perdendo di vista la possibilità di progredire in un sistema molto più vasto e articolato, che potrebbe creare nuove opportunità e nuove possibilità lavorative.
Sappiamo bene che è sempre presente in ognuno di noi la paura del cambiamento, il timore di perdere agevolazioni, opportunità, certezze acquisite, ma appartenendo ad una civiltà in evoluzione, a quel mondo globale che si afferma sempre di più a velocità incontrollabile, il primo passaggio che ci compete, e come counselor lo sappiamo bene, è la possibilità di metterci in discussione e di accettare il rischio.
Sentiamo il bisogno di denunciare con forza questa realtà perché è giunto il momento di comprendere concretamente che cos’è un’associazione professionale.
Un’associazione professionale di categoria non è un’associazione culturale, nè vuole essere un ordine professionale (sempre che questo sia possibile), ai quali ci si iscrive e poi “vada come vada”.
Un’associazione professionale ha regole che definiscono la professione e le competenze professionali e ci si iscrive perché se ne condividono gli scopi e si è disposti a contribuire alla loro realizzazione.
Non ci deve essere l’obbligo ad iscriversi per essere autorizzati a lavorare.
Tutti possono e debbono poter lavorare: il lavoro è il primo diritto di ogni individuo.
Deve essere mantenuto il diritto di lavorare come e quanto si vuole, senza l’obbligo di iscriversi a nessun ordine o associazione.
Se si decide di iscriversi ad un’associazione professionale la motivazione dovrà essere, quindi, credere nello scambio culturale e nella possibilità di offrire e ricevere proposte formative, (attraverso la pubblicazione di un articolo o altro), allo scopo di tutelare se stessi ed i propri clienti, attraverso la totale trasparenza.
Un’attività professionale cresce con la collaborazione e lo scambio di tutti i professionisti, che insistono in un determinato ambito.
Cosa diversa è essere iscritto ad un’associazione di riferimento teorico, perché quella è un’associazione culturale che ha regole di metodo e non professionali.
In questi anni sono state fatte spesso affermazioni derivanti da vecchie logiche protezionistiche, stataliste o partitiche, ma ora si tratta di fare tutti un salto di qualità vero.
Se lo stato ci vede cittadini, il partito ci vede elettori, la famiglia ci vede figli, la scuola ci vede alunni, si tratta di riconoscersi essenzialmente come persone, che sono parte costituente di uno stato, di un partito, di una famiglia, di una scuola.
E’ opportuno perciò ribadire ciò che è stato già detto più volte in passato: assumiamoci la responsabilità della nostra professione e diveniamo concretamente imprenditori di noi stessi.
Certamente è comprensibile il bisogno di lavorare e di una sicurezza per il proprio futuro ma, ancora una volta: vogliamo assumerci un minimo di rischio personale nei confronti della nostra vita e della nostra professione?
Vogliamo divenire adulti, abbandonare questi genitori che debbono pensare al nostro futuro e iniziare a camminare liberi per la nostra strada, creando la nostra vita passo dopo passo?
Come è possibile affiancare un cliente e dargli un corretto e adeguato sostegno, se ancora non si sa stare sulle proprie gambe?
Un counselor non è un allievo che segue un percorso scolastico, fa un esame di stato e viene così autorizzato a lavorare.
Un counselor è una persona che, attraverso un percorso formativo, acquisisce competenze professionali ed è in grado di metterle in atto e di farle apprezzare sul mercato.
Potrà poi scegliere di iscriversi ad un’associazione professionale che, richiedendo determinate caratteristiche e verificandole attraverso un esame valutativo, gli permetterà di fregiarsi di avere avute riconosciute le sue competenze e sarà quindi orgoglioso di rispettare le regole che ha condiviso.
Purtroppo, non essendoci ancora un’adeguata regolamentazione relativa alle associazioni professionali di categoria, molte associazioni creano confusione, qualche volta ad arte, per ottenere ritorni economici o di immagine:
- iscriviti alla nostra associazione, non ti facciamo fare l’esame e la quota associativa costa solo € xx,
- la nostra Associazione è stata riconosciuta dal CNEL e se ti iscrivi da noi hai il riconoscimento per lavorare come counselor e …
Tutto questo va costantemente denunciato come pubblicità ingannevole:
- nel 1° caso, ad esempio, si tratta di un’associazione culturale, perché un’associazione professionale non può non avere anche una funzione valutativa;
- nel 2° caso va ribadito che il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) non riconosce nessuna associazione e tantomeno concede autorizzazioni ad esercitare professioni (si tratta esclusivamente di essere iscritti nella banca dati delle nuove professioni).
Come contrastare questa concorrenza sleale?
La S.I.Co. intende continuare a farlo mantenendo la trasparenza e la coerenza dei regolamenti e continuando ad aumentare le competenze culturali e professionali di tutti i soci e delle scuole accreditate, in modo da poter confermare la serietà dei professionisti certificati S.I.Co.
ASSICURAZIONE
Ricordiamo che l’assicurazione specifica R.C. Professionale è obbligatoria per tutti gli iscritti al “Registro Italiano dei Counselor” che esercitano attività professionale.
Sollecitiamo coloro che non l’hanno ancora fatto a mettersi in regola.
Informazioni specifiche relative alla polizza sono reperibili nella News anno 8 numero 2 Maggio 2005, disponibile anche sul sito www.sicoitalia.it
RIVISTA
E’ stato pubblicato il secondo numero della rivista “il counselor” ed è stato inviato a tutti i soci, vecchi e nuovi. Chi non dovesse averla ricevuta, da settembre la potrà richiedere direttamente all’editore.
Edizioni TIERRE
tramite posta: Via Cesalpino 2R – 50134 Firenze;
tramite e-mail: tierre.service@emmj.it
tramite FAX: Tel. 055/414451
I numeri successivi saranno inviati gratis esclusivamente ai soci in regola con la quota associativa.
Ricordiamo che tutti possono inviare articoli, ricerche, testimonianze ed ogni altro tipo di informazione, per contribuire alla realizzazione della rivista.
PRIMO SOLLECITO QUOTE ASSOCIATIVE.
Invitiamo tutti i soci, che non avessero rinnovato la quota associativa 2005 ad effettuare il dovuto versamento in base al proprio livello, con l’aggiunta del ritardato pagamento (10%).
A settembre sarà inviato il secondo sollecito ad personam.
Il 31 dicembre coloro che non avranno regolarizzato la propria posizione saranno cancellati e potranno essere riammessi in base a quanto previsto dal Regolamento Interno.
RICORDIAMO
Coloro i quali non sono in regola con il versamento della quota associativa, (e svolgendo attività professionale) non sono coperti da assicurazione RC Professionale specifica, perdono il diritto d’iscrizione al Registro Italiano dei Counselor.
La certificazione in loro possesso attestante l’iscrizione al Registro, si intenderà sospesa fino al momento della regolarizzazione in base a quanto previsto dal R. I.
La S.I.Co. dal 1 Agosto 2005 ha un nuovo recapito telefonico.
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S.I.Co. Tel/Fax 06/45491064
BUONE VACANZE
T A M
T A M
Per ulteriore divulgazione, fotocopia e distribuisci ai tuoi colleghi o a chi ritieni possa essere interessato/a.
S.I.Co. Italia (Società Italiana di Counseling)
Via San Martino della Battaglia n° 25 - 00185
Tel/Fax 06/4941147 - C/C Post. n° 756007 Cod. ABI 07601 - CAB 03200
Sito: www.sicoitalia.it - E-mail: sico@sicoitalia.it
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